Freaks (Italian Edition) by Antonio Nunziante

Freaks (Italian Edition) by Antonio Nunziante

autore:Antonio Nunziante [Nunziante, Antonio]
La lingua: ita
Format: epub
pubblicato: 2020-08-03T22:00:00+00:00


Fiamme

Ai compagni di avventura di tutte le bettole in cui ho lavorato

Oh, welcome to this world of fools

Of pink champagne and swimming pools

Well, all you have to lose is your virginity

(Primus – Welcome to this world)

“quattrocentoventotto hamburger...”

«quattrocentoventotto.»

«Stai zitto, Ian. Ti prego.» gli disse Lou.

«Tu… stai zitto tu...»

«Ho bisogno di cipolla.»

«Prendila dal frigo. Quella caramellata è finita. Dovrai prepararne altra.»

«Riesci a togliere gli occhi dalla piastra? Non sono bravo a farla...»

«Se lo faccio dimentico tutto.»

Ian non aveva mai sperimentato un affaticamento di quella proporzione. Era normale tirare tardi al Brock Burger. Era normale per i dipendenti non essere pagati tutte le infinite ore di straordinario e infine era normale che ogni tanto perdessero le staffe.

La tranquillità era quanto di più strano potesse accadere nella cucina di quel ristorante. Eppure tutto era calmo. Il silenzio veniva rotto solo dal campanello che suonava per richiamare i camerieri a ritirare le ordinazioni fatte, o da qualche sporadica parola scambiata tra l’uno e l’altro dipendente.

«Ian?»

«Cosa c’è, Lou?»

«Le mani… non me le sento più.»

«Devi tenere duro. Devi tenere maledettamente duro.»

«No...»

«Lou… non puoi fermarti.»

«Stai parlando a scatti, Ian.»

«Sto per dimenticare il panino.»

Il cuore cominciò a battergli forte. Aveva dimenticato quello che gli aveva detto Ben a proposito della modifica sull’ordinazione del tavolo sessantotto.

“Forse era senza cipolla. Forse non voleva la maledetta paprika.”

«Mi sembra di ricordare che non volesse la fonduta.» disse Lou «Credo che Ben te lo abbia ripetuto sette o otto volte… insomma… prima di finire...»

«Non dire altro, ti prego… e grazie.»

Si girò verso Lou per dimostrargli con uno sguardo tutta la sua riconoscenza e si accorse che stava piangendo.

«Lou...»

«Non ce la faccio più.»

Un uomo con i capelli bianchi altro due metri, con la schiena leggermente ricurva e un’espressione mansueta sotto agli occhiali spessi che piangeva era uno spettacolo che Ian si sarebbe risparmiato volentieri.

«Non mollarmi, amico. Ti prego.»

«Voglio smettere.»

«Presto qualcuno verrà ad aiutarci, vedrai. Prima o poi si accorgeranno che siamo stati sequestrati da una maledetta… banda di lardosi figli di puttana!»

Intanto il minicomputer che stampava le ordinazioni inviate dal tablet dei camerieri continuava a sparare fuori decine e decine di fogli che riportavano i nomi di questo e di quell’altro panino.

Anche Ian sentiva il bisogno di cedere, ma non voleva ammetterlo a se stesso.

«Sal dove si trova? Non lo vedo da un po'.»

«Sono dietro di te, Ian.»

Sal non aveva più le scarpe.

«Che cosa è successo ai piedi?»

«Mi stavano per esplodere, quelle maledette scarpe. Le vesciche si sono aperte… »

Dietro di Sal c’era una scia di sangue che rappresentava esattamente il percorso che aveva fatto per arrivare alle spalle di Ian. Teneva in mano i piatti pronti da distribuire ai commensali della Setta della Fiamma.

Aprì uno dei panini e ci sputò dentro. Si asciugò la fronte sudata e ritornò a seguire la traccia di sangue.

Intanto Alex stava ridisponendo i piatti che aveva lavato negli appositi scaffali. A volte ne appoggiava un paio sul ripiano di preparazione dei cibi. Anche i piatti erano sporchi di sangue. Le mani di Alex erano un trionfo di spaccature e tagli.



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